Blackr

FAQ su Blackr

Viste la grande diffidenza e le numerose richieste di precisazione che la nostra iniziativa ha sollevato, cerchiamo di estendere le risposte per eliminare ogni perplessità scatenata contro il progetto NEROOGLE (o Blackr).

Ovviamente, al tempo stesso ringraziamo i nostri altrettanto numerosi sostenitori, che ci hanno supportato fin dal primo momento, credendo come noi, che non sarà una piccola iniziativa locale a salvare il mondo, ma che da qualche parte bisogna pur cominciare.




Risparmio Energetico: VERO O FALSO?

Questa secondo me è la sostenza del problema. Se abbiamo ragione su questo punto, tutto il resto sono chiacchiere.

Affidiamo la parola a due ricerche condotte con metodi diversi:
A - La prima “ufficiale” dell’EPA, l’ente di protezione ambientale degli Stati Uniti (e detentore dello standard per l’efficienza energetica Energy Star, che ha commissionato uno studio all’università di Berkeley (Ca).
B - La seconda, di stampo “indipendente”, scelta fra tante disponibili, quella del sito SAVING ENERGY (savingenergy.wordpress.com) che è stato uno dei primi siti a lavorare concretamente sul problema, e che ci è sembrato affidabile e molto accurato.

A - “Energy Use and Power Levels in New Monitors and Personal Computers” è il nome del documento emesso dall’università di Berkeley. La Tavola 8 a pagina 19 del documento riassume i valori espressi in WATT del consumo dei monitor CRT e LCD per le varie grandezze degli schermi considerati.

*IL RISPARMIO TRA LA VISUALIZZAZIONE DI UNA PAGINA NERA E UNA BIANCA PER UN MONITOR CRT E’ DI 10WATT PER IL 15 POLLICI, DI 22WATT PER IL 17 POLLICI E DI BEN 52WATT PER IL 21 POLLICI.

tavola

E, ANCORA, CHE IL CONSUMO MAGGIORE NELLA VISUALIZZAZIONE DI UNA PAGINA BIANCA, RISPETTO AD UNA NERA SI HA ANCHE PER I MONITOR LCD (VARIAZIONE COMPRESA TRA 103% E 108%.
(Dall’ originale: The data in Table 8 seem to indicate that ON power is more variable in CRTs than LCDs (the ratio of maximum to minimim ON power ranges from 118-188% in CRTs, compared to 103-108% in LCDs)

La ricerca si fonda su molti, dettagliatissimi esperimenti. Sono tutti consultabili nel documento PDF che l’EPA (l’ente statunitense per l’energia) mette a disposizione.
La fonte: Energy Analysis Department - Environmental Energy Technologies Division - Ernest Orlando Lawrence Berkeley National Laboratory, University of California, Berkeley (CA)

Niente male no? C’è chi pensava che la misurazione l’avessi fatta da solo in garage con un tester per biciclette. Ma andiamo avanti, magari i dati delle università non convincono. Magari (come diceva qualcun altro) si pensa che “Blackr è in combutta con qualche multinazionale”. Vediamo che dice un autorevole blogger indipendente.

B - Risparmiare energia. Un monitor alla volta -dal sito savingenergy.wordpress.com (Titolo originale: Saving Energy - One Monitor at a Time)

“ Diverse volte ho fatto caso che la batteria del mio portatile durava più a lungo abbassando la luminosità dello schermo. E’ quello che il senso pratico mi suggeriva di fare. Ma non ho mai preso in considerazione il consumo dei monitor seriamente fino a quando un giorno mi sono quasi ustionato le mani toccando il retro del mio monitor CRT 19 pollici.
Ma quanto cavolo consumava? Una rapida occhiata al manuale suggeriva un consumo di 120Watt. E’ praticamente come avere una grossa lampada sparata in faccia a poca distanza. Questo mi convinse subito a spegnerlo quando non serviva, ma, mi chiedevo, qual’è l’esatta relazione tra quello che è visualizzato sullo schermo e il consumo del monitor?
Un buon affare fatto su eBay con un P4400 KillaWatt (misuratore di energia) della P3 International mi ha convinto ad investigare. 30 dollari per chiunque fosse interessato a misurare il proprio consumo non sono molti “.

Così comincia l’articolo che prende in esame la comparazione tra monitor CRT e LCD in relazione alla visualizzazione di schermate bianche o nere.

Le principali considerazioni derivate dai calcoli del sito ENERGY SAVER sono che:

Per il colore dello schermo: I monitor CRT sono molto sensibili e consumano molta più energia (il 43% di più) quando visualizzano il bianco e non il nero. I monitor LCD sono insensibili a questa differenza, e consumano pressappoco lo stesso numero di Watt.

Per la luminosità: I CRT sono abbastanza sensibili, e consumano più energia a maggiore luminosità. Gli LCD sono più sensibili e consumano in proporzione maggiore energia.

Per il contrasto: I CRT sono poco sensibili (piccolissimo risparmio energetico per un minor contrasto). Gli schermi LCD on avvertono diffrenze.

Sulla base di quanto appreso, seguire questi piccoli consigli porta ad un ottimo risparmio energetico:

-Quando non in uso, spengere il monitor tramite l’interruttore

- Se ve lo potete permettere, passate ad un monitor LCD

- Usate uno screen saver con una visualizzazione non animata

- Disponete lo spegnimento automatico del monitor dopo un tempo breve di inattività

- Selezionate come sfondo dello schermo un grigio chiaro, invece del bianco di default

- Riducete luminosità e contrasto del video

Allora, dov’è il guadagno?
Date un’occhiate a queste statistiche, e guardate se non ne vale la pena.

Gki Stati Uniti hanno una media di 574 personal computer per mille abitanti, tra le più alte del mondo. Tranne poche eccezioni, ad ogni computer dovrebbe corrispondere ad un monitor. Allora per 292 millioni di abitanti, fa 177 milioni di monitor.

Seguendo uno o due di questi consigli sopra potreste abbassare il consumo medio del vostro monitor di circa 20Watt. Se 177 millioni di persone risparmiassero 15W per monitor, potremmo accumulare la gigantesca somma di 3500 Mega Watts, o 3.5 GigaWatts.

Con 3.5 Gigawatts, si potrebbero chiudere quattro centrali elettriche a carbone per esempio in Texas, come Gibbons creek (1 X 480 MW), Welsh (3 X 558 MW), Sandow (3 X 121, 1 X 591 MW) e Oklaunion (1 X 720 MW). Questo significa circa 5,25 millioni di libbre (dovrebbero essere 2381 tonnellate) di CO2 in meno PER ORA. Si, ho fatto i calcoli due volte.

Questo risparmio può essere ottenuto con il tuo monitor CRT, senza tirare fuori una lira da tasca. E se passaste tutti ai monitor LCD potreste fare ancora meglio.

E mentre i sostenitori dell’ambiente tra voi si stanno crogiolando nell’idea della chiusura di chissà quante centrali, non si dimentichino questi altri benefici.

Se non risparmiate questa energia, dove pensate che vada a finire? Verrà convertita in luce luminosa aggiuntiva per i vostri occhi. E i vostri occhi non sono fatti per fissare sorgenti luminose da 60 centimetri, per 8 ore al giorno, per la vita intera. Meritano uno stop. Con questi nuovi cambiamenti, alla fine della giornata ho la vista molto più riposata.

Per divertimento, ho calcolato quanti soldi risparmierei io stesso con 15 Watt in meno per 6 ore al giorno. Al costo di 12 centesimi per KWH, metterei via quasi 5 dollari. Ok, non sono abbastanza per comprarsi una Ferrari ma, hey, alla fine della giornata, dove volete che siano i vostri soldi risparmiati? Nella vostra tasca o in quella di una multinazionale dell’energia?

Morale della storia:
Con pochi piccoli accorgimenti nelle vostre abitudini quotidiane, si può risparmiare un sacco di energia. Il risparmio a volte ha il valore di una caramella. Ma se considerate il costo di milioni di caramelle in termini ambientali sembra proprio ne valga la pena.

(liberamente tradotto dal sito savingenergy.wordpress.com)


Il vostro è un sito creato a scopo di lucro. Dell’ambiente non vi importa molto,
cavalcate l’onda ecologista perchè ci guadagnate.

Chiariamo fin da subito:

- Blackr non vende nulla, e non ha realizzato questo progetto per conto di nessuna multinazionale
- Dietro di noi non ci sono gruppi, ne’ sponsor, ne’ progetti speculativi
- Non percepiamo finanziamenti né pubblici né privati per la nostra iniziativa
- Non riceviamo soldi per ogni ricerca, né tantomeno per ogni collegamento o link
- Non prendiamo dati dagli utenti per farci chissà quale utilizzo

Abbiamo inserzioni di Google Adsense, sulle quali uno può decidere di cliccare o no su base volontaria.
I quotidiani che leggiamo hanno inserzioni. Gli autobus che ci portano al lavoro hanno pubblicità. Le bustine per il caffè nel bar preferito sono sponsorizzate. Persino il Google originale ce l’ha.

Essere attenti ai problemi dell’ambiente non significa essere scemi.
Direste al venditore di pannelli solari che non è un vero ecologista perchè ve li fa pagare?

Ripetiamo. Abbiamo inserzioni. Sulle quali uno può decidere di cliccare o no su base volontaria.
E che non ripagano nemmeno le spese di hosting (cioè di gestione del sito).

Tra l’altro per scrivere QUESTO ARTICOLO ci ho messo due giorni, tempo che ho sottratto al mio lavoro. Vero.


State prendendo in giro la gente. Il risparmio esiste solo con i vecchi monitor a
tubo catodico (CRT), ormai in fortissima diminuzione.

Le ricerche svolte in modo approfondito sembrano sfatare un mito. Ovvero: anche i monitor LCD consumano meno visualizzando il nero. Ma questa percentuale è bassa, a volte significativa, a volte irrisoria (a seconda del modello - consultare le ricerche di cui sopra).

Secondo stime recenti il 70/75% del totale dei monitor sulla terra è ormai LCD. La media è mondiale, ma negli Stati Uniti sono di più e in altri paesi addirittura meno della metà.

Secondo il “Computer Industry Almanac” (Marzo 2005), alla fine del 2004 c’erano 822 milioni e 150 mila computer nel mondo.
Per distribuzione geografica, gli Stati Uniti sono tallonati per il numero dal Giappone, e dai paesi emergenti, come Russia, Cina, India, Brasile. Se assumiamo che ogni computer abbia un monitor e che i paesi emergenti hanno ancora un enorme numero di monitor CRT, ciascuno di noi può fare una stima di quanto risparmio ancora sia a portata di mano (non lo calcoliamo noi, perchè ci piace affidarci a fonti esterne per i calcoli, per evitare accuse di gonfiare le stime).


A fronte del marginale risparmio con i monitor LCD, allora il giorno che non ci saranno più i monitor CRT il compito di Blackr sarà da considerarsi finito?

Nonostante quello che qualche malizioso pensa, si, noi ci auguriamo che quel giorno arrivi più presto possibile. Nel frattempo continueremo a promuovere il “pensiero alternativo” in campo di risparmio energetico e tramite il nostro blog appena nato, di promuovere una corretta coscienza ecologista.



Sapete che il colore nero e la bassa differenza cromatica in una pagina web, in uno
schermo, o ovunque ci sia da guardare e leggere, affatica pesantemente la vista
causando un progressivo indebolimento della capacità visiva?

Questo è controverso. Per alcuni palesemente falso. Non discuto che uno possa gradire di più o di meno una pagina con una colorazione diversa, ma qui siamo nel campo dei gusti personali.

Fin da bambini ci insegnano che guardare la tv in una stanza buia, per esempio, con poco contrasto con l’ambiente circostante, affatica la vista.
Le pagine web e i principali programmi di videoscrittura sono nero su bianco perchè è la combinazione più “consueta” per gli occhi (è quella dei libri e dei quotidiani), ma non perchè sia la più riposante. Avere una lampada luminosa sparata in faccia a 20 centimetri dagli occhi non può essere una cosa buona. E questo vale per ogni schermo (anche per gli LCD). Anche il buonsenso ci indica che il nero (che è il colore del buio) è più riposante dell bianco (ovvero della luce).

Per noi di Blackr, il nero poi è più figo del bianco. E non c’è studio al mondo che possa convincerci del contrario.



Perchè prima Neroogle e poi Blackr? Che c’è sotto?
Perchè siete stati inaccessibile per un paio di giorni?

Abbiamo registrato tutti e due i domini. Abbiamo cominciato con il primo, poi abbiamo visto che la parola Blackr era più attraente per gli anglofoni. Ora digitando l’indirizzo con due “O” si viene reindirizzati al sito con tre “O”. Nel periodo di transizione, l’accesso all’originale Neroogle veniva negato. Semplici problemi della rete (a quanto pare siamo in illustre compagnia, nessuno ne è immune, vedi Skype e simili).



Tutto questo allarme per alcuni monitor mi sembra una stupidaggine.
Soffiate sul vento dell’ecologia, per farvi pubblicità.
Non ho affatto voglia di farmi prendere in giro da questa smania di risparmio.

Il mondo sta affondando, forse è ora che qualcuno se ne accorga. I summit sullo sviluppo ecosostenibile non sono una cosa buona per rendere più cicciotte le pagine dei giornali, sono una necessità. Adottare comportamenti più responsabili è un dovere.

E poi “alcuni monitor” (circa 839 milioni) consumano un sacco di corrente, come abbiamo visto. La libertà di “lasciare la luce accesa”, “lasciare l’acqua che scorre” spendendo solo pochi euro l’anno di più, è una libertà che non possiamo più concederci. Acqua, energia, sono beni preziosi e non sono di proprietà esclusiva di nessuno (nemmeno di chi crede di avere tanti soldi per sprecarli). Un giorno, speriamo non lontano, al pari di chi brucia una banconota, anche chi brucia risorse inutilmente starà violando la legge.

Non è notizia di ieri che anche molte multinazionali stiano adottando misure rivoluzionarie per contenere lo spreco di risorse (nel nostro paese, per esempio, la decisione di Eni di abolire l’uso della cravatta in ufficio per ridurre l’uso dei condizionatori).

Chi intravede l’ipocrisia dappertutto, non si rende conto che le rivoluzioni a volte nascono dal giardino casa propria noi abbiamo cominciato con Blackr e proseguiremo con il nostro Blog. Chi vuole può seguirci.



Che cosa avete combinato al motore Google? Non è illegale quello che state facendo?

Blackr è stato realizzato sfruttando il servizio Custom Search Engine (CSE) di Google, lanciato originariamente a Dicembre 2006, che consente a webmaster, blogger e, in genere, a qualsiasi utente della rete, di creare un motore di ricerca personalizzato in base ai propri interessi specifici di community. CSE viene proposto da Google come parte della tecnologia Google Co-op, il suo servizio di "social search". Con Custom Search Engine, Google offre ai proprietari di siti web la possibilità di "creare" un motore di ricerca personalizzato in grado di "incanalare" le informazioni di un sito attraverso i risultati di ricerca, con titolo e descrizione personalizzati, e keyword tematiche.

Non abbiamo mai provato a mischiare le carte in tavola cercando di spacciarci per Google o cercancdo di farci passare per una “costola ecologista” del grande motore di ricerca. Nella nostra home page c’è scritto a chiare lettere (pur NON essendo tenuti a farlo) che usiamo UN LORO MOTORE e che NOI, non siamo LORO.

Il tutto rende Blackr perfettamente legale, ed educato, anche.



Parliamoci chiaro: allora ognuno può fare il suo Blackr semplicemente iscrivendosi,
creare un sito web, copiare e incollare il codice che ti danno, cambiare lo stile alla
pagina con un pò di CSS banale, e iniziare a guadagnare.

In effetti, in nessuna parte del sito e mai nessuno di noi ha spacciato l’iniziativa come “miracolo della scienza e della tecnica”. Per chi conosce di programmazione, certo, il sito è semplice da realizzare. E allora? Questo non sminuisce certo l’obiettivo.
Se io dicessi “mentre ti insaponi nella doccia, chiudi l’acqua che scorre” pensereste che il risparmio sia di poco conto perchè il gesto è molto semplice?

E’ nella semplicità talvolta il seme per far germogliare tante cose.

E ripetiamo: Blackr non è stato creato a scopo di lucro.



Se con Google è tutto ok, perchè i risultati delle serp di Blackr a volte non sono identici?

Google quando effettuiamo le ricerche usa degli algoritmi complessi che tengono conto di diversi fattori. Per semplificare: quando effettuiamo la ricerca a Milano o a Roma, ad un ora o ad un’altra, o con un identificativo del collegamento (indirizzo IP) di diversi computer, generiamo parametri diversi. Tutto questo ha come scopo quello di agevolarci nella ricerca, facendo in modo che i risultati siano il più possibile vicino a ciò che ci è utile (o vicino geograficamente).

Quando utilizziamo il servizio CSE (custom search engine) sulla pagina di Blackr “può capitare” che il motore interpreti dei parametri in modo diverso dal motore di Google originario e dia la precedenza ad altri risultati.

E ripetiamo:
Non sono risultati diversi. Non sono risultati sponsorizzati. Non sono risultati “peggiori”. Sono risultati in cui “capita” (a causa, ripetiamo, di alcuni algoritmi del motore) che vengano mostrati in alto o in basso valori leggermente diversi. Che non è segno di diversa o peggiore o migliore qualità (è tutto Google!) ma di una differente priorità per cui le voci sono impaginate, che rende irrilevante la differenza.



Perchè quando effettuo la ricerca per immagini mi da la pagina di Google in bianco?

Molti utilizzatori di Blackr ci hanno chiesto di inserire la possibilità di ricerca delle immagini sempre con sfondo nero. Non ci siamo riusciti, ma accettiamo suggerimenti. Nel frattempo, per evitare che gli utilizzatori debbano uscire dal sito per andare a consultare comunque l’home page di Google, abbiamo pensato di risparmiare un passaggio inserendo questa possibilità nella nostra home page.


Scritto da Alex Zarfati



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