Da Emma Petitti del PD la proposta di un “patentino” per chi ha scelto di vaccinarsi

Secondo il punto di vista di Emma Petitti del PD, chi decide di non sottoporsi al vaccino anti Covid non può avere diritto a frequentare cinema, teatri e altri ambienti pubblici, ad andare ai concerti o a viaggiare. Così ha dichiarato la presidentessa dell’Assemblea Regionale che chiede di introdurre una sorta di “patentino” per chi ha deciso, prudentemente e con intelligenza, di vaccinarsi.

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In pratica, la richiesta dell’Assemblea intende fare in modo che i vaccinati possano distinguersi dagli altri, muovendosi liberamente ovunque, anche nei luoghi pubblici e affollati, mentre per chi ha deciso di non vaccinarsi alcune situazioni dovrebbero essere precluse. Si tratta principalmente di tutti quegli ambienti in cui avviene l’incontro tra un numero elevato di persone e dove viene favorita la socializzazione, quali possono essere, ad esempio, i locali pubblici e le strutture in cui si allestiscono spettacoli e concerti.

Il vaccino come strumento di libertà

Nella visione proposta dall’Assemblea Regionale che chiede la certificazione dell’avvenuto vaccino, quest’ultimo appare come uno strumento che permette di vivere in totale libertà, di viaggiare da un luogo all’altro, di frequentare gli ambienti pubblici e affollati e di tornare, in poche parole ad una vita completa e normale.

Chi è vaccinato potrà quindi frequentare liberamente tutti quegli ambienti finora non accessibili, solo esibendo un documento in grado di attestare l’effettiva vaccinazione. Diversamente, chi avesse deciso di evitare la vaccinazione, per motivi personali o per qualsiasi altra ragione, non potrà certo pensare di viaggiare o socializzare così facilmente.

La presenza di questa certificazione potrebbe essere un eccellente incentivo alla vaccinazione, utile magari a convincere anche i meno propensi, ma soprattutto dovrebbe rivelarsi uno strumento indispensabile per rendere gli ambienti più sicuri e vivibili.

Una sorta di tutela ulteriore, insomma, specialmente nei confronti delle persone con problemi di immunodepressione e dei soggetti più fragili, che hanno tutti i diritti di tornare a vivere tranquillamente e in una maniera del tutto normale.

La campagna di vaccinazione deve essere sostenuta e incentivata

L’approvazione dei vaccini e la conseguente distribuzione anche in Italia è sicuramente un’occasione per guardare al futuro con fiducia ed entusiasmo. Poter disporre di uno strumento che protegga dal contagio e che, gradatamente, forse porterà ad un’immunità più ampia e globale, è senza dubbio una speranza non da poco dopo una lunga serie di mesi drammatici.

Si può dire che l’aver iniziato il nuovo anno con la presenza del vaccino, è da considerarsi un vero e proprio augurio, oltre al primo passo verso una nuova vita, che si allontani passo dopo passo da un periodo di sconvolgimento.

Proprio per questo motivo, diventa necessario distinguere chi ha scelto di assecondare le disposizioni degli esperti, e di sottoporsi al vaccino, tutelando sé stesso e gli altri, da chi invece non ha voluto impegnarsi consapevolmente nel superare questo momento e tornare a vivere.