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Differenza tra CBD e THC: ecco tutto quello che c’è da sapere

La differenza tra CBD e THC si può constatare soprattutto sugli effetti che questi due composti provocano sull’organismo, ma non solo. Al fine di comprendere meglio le caratteristiche di entrambe le sostanze, è bene indicare ogni fattore di diversità.

Differenza tra CBD e THC: quali sono i principali elementi di diversità

Esiste una netta differenza tra CBD e THC e per comprenderla, occorre spiegare prima di tutto che cosa si intende con queste due sigle. Con la prima si indica il cannabidiolo, mentre con la seconda il tetraidrocannabinolo. Sebbene entrambe le sostanze derivino dalla pianta di cannabis, tuttavia la loro principale differenza consiste nei diversi effetti che provocano sull’organismo. Mentre il CBD non agisce a livello psicoattivo e tra l’altro comporta benefici terapeutici, come ad esempio diminuzione di infiammazioni, di dolore e in più costituisce un ottimo rimedio contro ansia, depressione e stress, il secondo ha un effetto diverso.

Il THC infatti provoca una certa azione proprio sulla componente psicoattiva dell’individuo e per questo motivo, dopo averlo consumato si avrà una sorta di sensazione di mancato equilibrio, di “sballo”. In più tra le altre conseguenze vi sono quelle sulla memoria a breve termine oppure il fatto di provare una maggiore sensazione di fame. Altro fattore di diversità tra il CBD e il THC è che il primo è consentito dalla legge, mentre il secondo è consentito in Italia solo se la sua percentuale è inferiore allo 0,6%. Per acquistare prodotti permessi dalle attuali norme, si possono richiedere quelli a base di marijuana legale su hemp house cannabis.

La lista delle differenze tra i due composti però non finisce con i punti appena indicati, in quanto vi sono altri aspetti da poter segnalare.

Gli altri elementi che differenziano le due sostanze

Tra gli altri fattori che differenziano il CBD e il THC vi è il fatto che questi due composti stimolano l’organismo in modo diverso, perché tendono ad agire su differenti recettori. Il cannabidiolo infatti tende a interagire con quelli indicati con le sigle GPR55, CB2 e 5-HT1A. Questi agiscono in modo positivo sulla memoria e riducono gli effetti di attacchi di panico, ma anche di sintomi di stress, come accennato. Il THC invece ha uno stretto rapporto con i recettori CB-1 e CB-2 e il primo è quello che stimola le sensazioni di piacere, mentre il secondo in genere modera il dolore. Si deve precisare però che il tetraidrocannabinolo, per essere usato a scopo terapeutico, necessita del controllo da parte di medici e quindi deve essere esclusivamente prescritto da esperti del settore. In genere il THC viene adoperato da pazienti che soffrono di problemi neurologici o in genere, per alleviare dolore. In più è consigliato a chi soffre di Alzheimer o sclerosi multipla. Va ribadito però che tale sostanza non può essere consumata liberamente. La legge italiana infatti consente solo una percentuale limitata di tale elemento, all’interno di prodotti. Considerando le differenze tra i due composti, si può avere quindi un quadro completo riguardo questi due derivati della cannabis e i loro effetti.