Economia verde o economia circolare: tre cose da sapere

Che lo si chiami economica circolare o economia verde, un modello economico in grado di ridurre gli sprechi, allungare il ciclo di vita dei prodotti e sfruttare risorse alternative è ormai da molte voci reputato indispensabile e prioritario, soprattutto se si considerano dati come quelli sulla quantità di rifiuti prodotti ogni giorno da sole singole grandi città o il fatto che cade ogni anno prima sul calendario l’ormai famoso Overshoot Day e cioè il giorno in cui risultano già consumate le risorse prodotte dalle terra in un anno. Di cosa si parla davvero, però, quando si parla di economia circolare e cosa c’è da sapere a proposito? Non è molto semplice rispondere a domande come queste, ma qui di seguito si proveranno a riassumere brevemente le tre cose da sapere sull’economia verde.

Le tre, indispensabili, cose da sapere sull’economia circolare

A partire da cosa non è. Quando si parla di circolarità, infatti, è quasi spontaneo pensare al riciclo: non c’è -modo più semplice, del resto, per immaginare come le materie prime – si pensi, soprattutto, alla plastica o al vetro – possano essere rimesse in circolo in modo che ne risulti allungato il ciclo di vita. Il rischio, però, è che ci si senta in pace con se stessi e capaci di mantenere uno stile di vita verde semplicemente perché si è attenti a fare la raccolta differenziata, per esempio. Questo è importante, certo, ma non è tutto, dal momento che riciclare, sia rifiuti domestici e sia rifiuti industriali, ha comunque un suo impatto a livello ambientale (per il particolare tipo di processo impiegato, eccetera) e consuma risorse. Il vero obiettivo dell’economia circolare è, invece, che nessuna risorsa – o nessuna sua parte – venga sprecata e che tutto venga rimesso in circolo in qualche modo. Non a caso gli esempi più semplici di economia circolare o economia verde riguardano la produzione di diverse classi di prodotto (packaging alimentare soprattutto ma, anche, fibre tessili) dagli scarti agricoli.

A questo punto è più facile capire anche perché serva davvero l’economia circolare. Le cose da sapere su di essa spesso contemplano dati, trend, previsioni degli esperti e sono in genere dati, trend e previsioni incoraggianti e che parlano di svariati miliardi di euro risparmiati e risparmiabili ogni anno grazie all’economia circolare o di centinaia di migliaia di posti di lavoro in più generati dai nuovi business circolari o persino di nuove professionalità indispensabili per portare a termine progetti green di questo tipo. Tutto ciò dovrebbe essere considerato, però, una sorta di esternalità positiva dell’economia circolare che ha come effetto primario e subito evidente, invece, quello di sopperire alla mancanza di risorse e materie prime di cui si accennava all’inizio.

La terza, e forse più importante, cosa da sapere sull’economia circolare è così, infine, se l’economia verde è davvero praticabile e come. Le notizie sono buone anche in questo caso: è ormai un dato di fatto che ci siano paesi come il Regno Unito la cui economia è in gran parte un’economia circolare e, anche se si guarda da più vicino a cosa fanno le aziende, appare chiaro come la circolarità sia una priorità delle più grandi. La sfida è far sì che anche le PMI, di cui è ricco il tessuto industriale italiano per esempio, investano in economia circolare e per farlo servono mentori adatti.