Il megalodonte: la più grande specie estinta di squalo

Il megalodonte (Carcharodon megalodon) è stato uno degli animali più grandi e pericolosi mai esistiti sulla faccia della terra.

Lo squalo gigante ha infatti diffuso il panico in tutti gli oceani del mondo per circa 10 milioni di anni, per poi estinguersi misteriosamente 3 milioni di anni fa.

Le dimensioni del megalodonte

La lunghezza media dello squalo gigante misurava tra i 14 e i 18 metri, anche se alcuni esemplari potevano arrivare misurare ben 20 metri.

Per farci un’idea di quanto fosse grande il megalodonte, basta pensare che la lunghezza dello squalo bianco, (lo squalo più temuto dei nostri giorni) è di circa 7,5 metri.

Il megalodonte era ben tre volte più grande dello squalo bianco!

Il peso dello squalo gigante si aggirava intorno alle 50-60 tonnellate, ma poteva arrivare addirittura alle 80 tonnellate.

Degna di nota era anche la sua bocca, che con un apertura mascellare di circa 3 metri, ospitava ben 50 denti, disposti in 5 file. Ogni dente misurava 18 cm-

I denti del megalodonte sono la vera testimonianza che lo squalo gigante è esistito davvero, in quanto sono stati rinvenuti molti di questi fossili il giro per il mondo.

L’alimentazione

Gli scienziati hanno scoperto che per nutrirsi, lo squalo gigante aveva bisogno di cica 8 tonnellate di carne ogni giorno.

Le prede preferite del megalodonte erano soprattutto cetacei, ma anche foche, e grossi pinguini. Il megalodonte era solito praticare una precisa strategia di caccia: prima colpiva le vertebre o le pinne della preda, poi una volta immobilizzata, la inghiottiva in un solo boccone!

I presunti avvistamenti

Nel corso della storia, molti hanno dichiarato di aver visto il megalodonte aggirarsi negli oceani.

Uno dei tanti avvistamenti risale al 1918, quando un gruppo di pescatori si rifiutò di continuare a lavorare nell’oceano dopo che uno squalo gigante aveva completamente distrutto la barca nei pressi della costa australiana. Tutti i 15 pescatori raccontarono di aver visto uno squalo enorme di circa 30 metri!

Un’altra segnalazione avvenne nel 1954, quando una nave che si trovava nelle acqua indonesiane subì un urto violento. I marinai trovarono una decina di denti nello scafo di 8-12 cm e l’impronta di un morso con diametro di 2 metri, subito attribuito al megalodonte.

Alcuni anni dopo, nel l 1960, anche un capitano di una nave da pesca affermò aver visto il mostro gigante.

Sebbene nel corso degli anni, il mito dello squalo gigante ha suscitato la curiosità di molti dando vita al susseguirsi di segnalazioni e presunti avvistamenti, gli animali descritti non erano altro che squali più piccoli e innocui, come ad esempio lo squalo Elefante.

Perché il megalodonte si è istinto?

Gli studiosi si interrogano ancora oggi sull’estinzione del megalodonte.

La maggior parte degli scienziati crede che a causare l’estinzione del megalodonte sia stato l’abbassamento della temperatura degli oceani. L’ipotesi è che lo squalo gigante, a differenza degli squali più piccoli, non sarebbe riuscito ad adattarsi velocemente al nuovo ecosistema.

L’abbassamento delle temperature avrebbe infatti portato le prede del megalodonte a nuove rotte migratorie riducendo le disponibilità di cibo e causando di conseguenza l’aumento della competizione tra il megalodonte e le altre specie, fino ad arrivare alla carestia che ha portato lo squalo gigante all’estinzione.